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Piano Industriale ENAV - Comunicato congiunto delle OO.SS.

Ieri, come molti già sapranno, è stato approvato il bilancio 2017 di Enav. Ancora una volta l’utile ha superato largamente quelli degli anni precedenti attestandosi oltre i 100 milioni di euro (101,5 per la precisione).

Chiaramente gli sforzi che il personale ha fatto per assistere una quantità crescente di traffico si sono tradotti in un considerevole aumento dei ricavi della Società tale da assicurarle basi solide su cui poggiare la politica di sviluppo. Nessun accenno di compiacimento al personale che ha reso possibile questo risultato però viene menzionato nelle 4 pagine di comunicato dell’Enav perché, è chiaro, il risultato è “tutto merito loro”.

Lo stress, che abbiamo accumulato durante queste stagioni che alternano tanto traffico ad a una mole considerevole di formazione e addestramento necessari per essere pronti a fronteggiare l’aumento del traffico stesso, loro non lo conoscono e quindi non hanno l’impulso di menzionarlo. Oppure lo conoscono ma hanno timore a sottolinearlo, visto che questi risultati sono stati conseguiti con il contratto di lavoro scaduto!!!

Ma tutto ciò non basta a rasserenare i mercati! Perciò l’azionista pensa al domani e l’oggi se lo è già dimenticato. E quindi per il domani viene annunciato un piano industriale che sconvolge quello che per 50 anni è stato l’assetto del controllo del traffico aereo in Italia.

Non vogliamo fare i facili populisti su un piano industriale che in poche ore ha fatto agitare tutti e angosciare molti; sappiamo che la lobby delle compagnie sta facendo pressioni sulla Commissione Europea per abbassare enormemente le tariffe del prossimo quinquennio, che forse dal 2025 in Europa molti provider fagociteranno altri e noi ci dobbiamo far trovar pronti per non essere fagocitati, sappiamo che siamo inclusi in un environment geografico che a sud ci sta penalizzando per una chiusura degli spazi aerei libici che fa da tappo verso quella direttrice, ma proporre quel piano con quelle tempistiche è degno del disclaimer finale con il quale si chiude il comunicato aziendale: P.S. Guardate che se tutte le nostre previsioni sono sbagliate non è mica colpa nostra eh!!! No, stai a vedere che è colpa dei lavoratori e dei loro sindacati che, facendo gli scioperi, non ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi!

Perché speriamo che abbiate messo in conto il fatto che spostare centinaia di famiglie non sarà facilmente assorbibile. Proporre al personale un tour de force di addestramenti a ritmo asfissiante non sarà facilmente accettato. Andare a tappare le falle di uno sconvolgimento che nel mentre della trasformazione produrrà carenze che si tradurranno in inefficienze qualitative (bell’eufemismo per non richiamare in ballo la parola sicurezza) non sarà facilmente praticabile!

Ma l’onore e l’onere di condurre la Società è il vostro, noi vi possiamo solo mettere in guardia! Pensare però che la declinazione di questo piano possa procedere così come l’avete annunciata no, questo non ve lo permetteremo. Al tavolo dell’organismo di garanzia così come ai tavoli aziendali ci confronteremo partendo dai nostri presupposti, quelli esemplificati nel capoverso precedente.

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